La sagoma elegante e tecnologica del più grande yacht a vela al mondo comparirà all’orizzonte delle coste italiane: l’Orient Express Corinthian rappresenta il cuore marittimo dei nuovi « Grand Italian Tours », una proposta per l’estate 2026 composta da itinerari evocativi che riscoprono la filosofia secondo cui « l’Italia richiede tempo », questa esperienza combina soggiorni a Roma e Venezia, viaggi sul treno e navigazione in mare. Il veliero, battezzato a fine aprile di quest’anno, di alta ingegneria navale, nasce dalla collaborazione tra Accor e Chantiers de l’Atlantique e usa l’innovativa tecnologia SolidSail per una navigazione sostenibile e decarbonizzata. L’idea del viaggio lento, di formazione guidato dalla crescita e curiosità culturale si fonde con la natura della progettualità dello yacht, frutto di una ricerca iconografica e artistica anche nei dettagli. Proprio di questi aspetti abbiamo chiesto a Maxime d’Angeac, direttore creativo che ha firmato gli interni e il progetto.
In qualità di direttore artistico, come ha affrontato la sfida di tradurre l’immaginario di un marchio leggendario come Orient Express nel design dello yacht a vela più grande del monde?
La sfida consisteva nel tradurre lo spirito di Orient Express – eleganza, emozione e arte del viaggiare – in un’esperienza completamente nuova in mare, per Orient Express Sailing Yachts. Piuttosto che ricreare il treno, ho voluto catturare il suo senso di atemporalità e meraviglia attraverso un’architettura fluida, la luce e un dialogo constante con l’orizzonte. Ispirato all’età dell’oro dei viaggi, ma profondamente contemporaneo, Orient Express Corinthian è stato concepito non semplicemente come uno yacht, ma come una destinazione in movimento dove artigianato, innovazione e raffinatezza si uniscono.
Il progetto trae ispirazione dall’età dell’oro dei grandi transatlantici: come ha reinterpretato questo stile iconico in chiave « essenziale e contemporanea » per gli interni del Corinthian?
Mi sono ispirato all’eleganza e alla maestosità dei grandi transatlantici, ma volevo evitare la nostalgia o om pastiche storico. L’idea era quella di catturare l’emozione e la raffinatezza di quell’epoca esprimendole al contempo attraverso un linguaggio più essenziale e contemporaneo. Abbiamo lavorato con materiali nobili, proporzioni raffinate e un artigianato eccezionale, ma sempre con moderazione e chiarezza. Gli interni sono progettati per sembrare senza tempo, improntati al comfort piuttosto che decorativi. Abbiamo unito il romanticismo del viaggio classico con la leggerezza, la fluidità e la semplicità che i viaggiatori di oggi si aspettano.